| Codice ID | 979-12-80927-29-3 |
|---|---|
| Autore/i |
Enrico Laerte Corona Daniela Re |
| Editore | Abbà |
| Edizione | 2026 |
| Pagine | 232 (illustrato) |
| Formato | 15 x 21 cm |
| Rilegatura | Brossura con lembi e cucitura filo refe |
| Collana | Outsider |
| Genere | Storia, biografie e araldica, archeologia e preistoria |
| Supporto | Cartaceo |
| Lingua di pubblicazione | Italiano |
L'operaIl Tevere scorre lento nell´ora del meriggio dell´11 maggio 1911. Un arco sottilissimo lega le due sponde come una promessa mantenuta: cento metri di arditezza e calcolo... Sotto un sole che morde la pelle, il Sindaco parla d´audacia...Poi, sulla sponda, appare l´automobile del Re. Vittorio Emanuele III fa fermare la vettura, domanda del collaudo, si complimenta, stringe mani... In quei saluti rapidi e solenni, la storia consacra Giovanni Antonio Porcheddu, “re del cemento armato”. A Ittiri il 16 giugno 1860, nella sua povera casa, nasce Giovanni Antonio Porcheddu. Quel nome entrerà nei libri di ingegneria e architettura dell´Italia nascente e contribuirà, con spirito pionieristico, a costruirla nel senso più autentico del termine. L´infanzia di Giovanni Antonio è segnata presto dalla perdita dei genitori. Ancora adolescente si trasferisce a Sassari. Qui lavora come manovale e nelle ore libere, si immerge nello studio. Con grande tenacia ottiene la licenza tecnica inferiore. A vent´anni può iscriversi alla Scuola Tecnica Superiore. Si trasferisce a Torino. Nel 1891 Porcheddu consegue il Certificato finale del Corso Superiore teorico-pratico di Elettrotecnica. Nel 1894, Giovanni Antonio Porrcheddu, sconosciuto ingegnere sardo, diventa concessionario del sistema costruttivo del calcestruzzo armato. A Porcheddu si deve la capillare diffusione delle strutture in calcestruzzo armato in Italia: oltre duemilaseicento progetti nell´arco di quarant´anni dal Piemonte alla Sicilia, incluse Francia, Libia, Marocco, Grecia e Turchia. L´ingegnere sardo, fattosi da solo, dimostra anche valide doti imprenditoriali, organizzative e commerciali: riesce in breve tempo a costruire una solida organizzazione di impresa con una crescita vertiginosa delle committenze e aprendo delle filiali in tutta Italia. Se sommiamo alle doti commerciali e manageriali le altissime competenze tecniche, le invenzioni, i manufatti eseguiti e gli straordinari risultati edilizi raggiunti, si può davvero concordare con Vittorio Emanuele III che lo chiamò “Il re del cemento armato”. |
.jpg)
Disponibile
(In commercio)
