L'opera
Questo libro nasce da un dono particolarissimo. Un dono che mi ha chiesto il mio ormai adorato genero, Roberto, sardo di cuore ma non di nascita né di residenza. Mi ha domandato una serie di racconti in desulese per insegnare il sardo a suo figlio e mio nipote Argo Dellisanti Liori. Ogni giorno Roberto legge in sardo una mia favoletta ad Argo che in sardo la ascolta e in sardo apprende. Così il bambino apprende l´inglese dai genitori, l´italiano a scuola, il sardo dai miei racconti. Ho un sogno. Vorrei che Argo imparasse quante più lingue possibile. Ma il sardo innanzitutto, la lingua di sua madre, la lingua delle sue radici. E che poi imparasse le lingue del mondo: italiano, inglese, spagnolo, cinese, russo, arabo. Tutte le lingue del mondo. Vorrei che fosse un sardo cittadino del mondo. Radici salde quanto le sue ali. In queste brevi fiabe ho cercato di raccontargli il senso della più antica civiltà europea, quella sarda, prima civiltà reticolare del mediterraneo, sede del 60 per cento del patrimonio megalitico al mondo. Vorrei che sentisse il profumo di una sapienza antica e la facesse propria. Non può avere futuro chi non ha la memoria del passato. Passato a te il testimone, cuore di nonno, posso passare anch´io. Una generazione va e una viene. Questo è il senso della vita. Siano ali i tuoi piedi, forte più del granito la tua conoscenza e dolci come miele le tue parole. (dall'introduzione)
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