L'opera
"Nazione Sarda" è considerata capofila della promozione della battaglia per l'introduzione del bilinguismo, e centro di imputazione culturale che ha attratto nella sua orbita alcunidei massimi protagonisti della storia culturale del secondo Novecento in Sardegna (Antonello Satta, Elisa Nivola,Francesco Masala, Giovanni Lilliu, Antine Nivola), i quali, assieme a un nutrito numero di intellettuali che hanno proposto nuove temi e nuove interpretazioni in relazione alla formazione di una innovativa coscienza mitopoietica (dal federalismo alle minoranze etnolinguistiche; dalla storia di lunga durata alla nuova visione della tradizione; dalla nuova coscienza europeistica al nuovo modello di sviluppo endogeno; dalla pedagogia nonviolenta ai temi dell'autodeterminazione; dalla lingua sarda alla letteratura come deposito di sottosuoli millenari), hanno proposto un sapere mitopoietico che poi ha costituito l'humus su cui si è sviluppato, dal 1984, il vento sardista. L'onda lunga di "Nazione Sarda" ha poi prodotto materiali mitopoietici che hanno finito per fare parte integrante della Mitopoiesi Sardista dei giorni nostri, vissuta all'insegna della Questione Nazionale Sarda riletta al di fuori delle restrittive categorie politologiche e costituzionalistiche, e dell'idea che l'esperimento dipendentistico della autonomia speciale fosse ormai da considerarsi esaurito.
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